1966: la Francia abbandona la NATO: De Gaulle dice no alla supremazia USA - Biblos Monterosi

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1966: la Francia abbandona la NATO: De Gaulle dice no alla supremazia USA

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Il video che vi proponiamo cristallizza un momento chiave della storia dei rapporti geopolitici fra Europa e Stati Uniti: un estratto della conferenza stampa tenuta nel febbraio 1966 dal generale Charles de Gaulle, presidente della Repubblica francese, per spiegare i motivi alla base dell’abbandono della Francia del comando unificato della Nato, reintegrato solo nel 2009 da Nicolas Sarkozy, uno dei suoi successori. La NATO, acronimo di Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico, nasce a Washington nel 1949. Dodici paesi, fra cui l’Italia, furono i fondatori; attualmente si compone di trenta stati membri.
Con una sintesi figlia di una consumata abilità oratoria, sentiamo De Gaulle elencare le ragioni del superamento della contrapposizione fra i due blocchi allora egemoni, USA ed Urss, e la rivendicazione di una legittima e autonoma sovranità militare e diplomatica dei paesi europei.
E’ il compimento di una serie di audaci iniziative del Generale: nel 1964 Parigi è la prima capitale occidentale a stabilire relazioni diplomatiche con la Repubblica Popolare di Cina, guidata da Mao Tse Tung; nel pieno della guerra del Vietnam, in quel fatidico ’66, considera fallimentare la soluzione militare del conflitto e invita alla creazione di un tavolo per le trattative; sempre nel 1966, in visita a Mosca, chiede all’Urss di tendere la mano ai francesi affinché l’Europa, scevra da divisioni, ritrovi il ruolo che le compete per la pace universale.
Quindi  un progetto volto alla deterrenza nucleare, agli spazi politici svincolati da logiche imperialiste, fondato sull'orgoglio e la potenza nazionale come modello per qualsivoglia interlocutore statuale.
E’ fin troppo scontato leggere, mutatis mutandis, una analogia con i calamitosi tempi che l’Europa sta affrontando. E’ vero, ma solo in parte, e a condizione che si abbia coscienza della irripetibilità meccanicistica della storia. Oggi gli invocati scenari diplomatici per la risoluzione del conflitto in Ucraina chiamano a raccolta attori che in quegli anni erano semplici comparse.
La traduzione in italiano del discorso di De Gaulle è immediatamente sotto al riquadro video del filmato.

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A seguito della evoluzione dei paesi dell’Est, interiore ed estera, l’Occidente non vive più sotto la loro minaccia, come è stato finora, quando l’Europa si è trovata sotto il protettorato degli Usa, dietro lo scudo della Nato. Oltre l’allentamento della minaccia, la garanzia di sicurezza fornita all’Europa dal possesso dell’arma atomica nelle mani degli Stati uniti e solo degli Stati Uniti che l’avrebbe adoperata, in caso di conflitto, senza restrizioni di sorta, è contraddetta dal fatto che anche l’URSS è oggi dotata di armamento atomico, in grado di colpire direttamente gli USA, il che rende perlomeno indeterminabile l’atteggiamento dell’America circa l’utilizzo delle loro bombe.
D’altronde, mentre si dissipano, perlomeno in una certa misura, i pericoli di un inasprimento prebellico a causa dell’ Europa, ecco che altri conflitti in zone del mondo nelle quali sono impegnati gli USA, ieri in Corea e a Cuba, oggi in Vietnam, siano suscettibili di trasformarsi nel presupposto di una conflagrazione generale.
In questo caso l’Europa, la cui strategia nell’ambito della NATO è quella degli Stati Uniti, sarebbe automaticamente coinvolta anche e nonostante la propria volontà. E questo sarebbe il caso in cui si troverebbe la Francia; dobbiamo aggiungere che in ragione del nostro ruolo e dei nostri investimenti che ci hanno consentito di essere una potenza nucleare, siamo chiamati ad assolvere alla dimensione politica e strategica che questa nuova condizione porta con sé.
Dimensioni che la loro portata e la loro natura rendono inalienabili. E da qui la necessità di una autonoma determinazione della Francia che ne sostanzi il ruolo affinché possa essere utile agli altri. E’ evidente come tutto ciò sia incompatibile con una alleanza militare nella quale la Francia opera da subordinata.

Antonio Succu

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