Un vaccino contro la dimenticanza: "Imperdonabili" di Marcello Veneziani - Biblos Monterosi

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Un vaccino contro la dimenticanza: "Imperdonabili" di Marcello Veneziani

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Società liquida, il desiderio individuale che sopravanza il diritto e la natura, tramonto dell'occidente, armageddon prossimo venturo... Comunque la pensiate, che intravediate le armate di Gog e Magog apprestare le loro lugubri cariche o l'annuncio di un mondo migliore celato sotto le convulsioni e gli orrori del presente, leggete Imperdonabili (2017 ed. Marsilio euro 20).
Il suo autore, Marcello Veneziani, preso in prestito da Cristina Campo il titolo, ha elaborato un saggio sorprendente per l'esausto mondo editoriale italiano. Passeggia fra i secoli e gli intelletti che ne sono stati interpreti, con la disinvoltura di chi conosce gli itinerari e gli abitanti. Poesia e letteratura, filosofia e storia attraverso la lettura critica di cento autori la cui intelligenza induce "il bisogno di riconoscere e ringraziare i maestri che ti insegnarono a loro insaputa, che hai letto e che hai amato, che ti hanno fatto pensare o che ti hanno fatto trascorrere ore di luce e di gioia".
Veneziani è saggista prolifico: giornalista e filosofo, ha lavorato per diverse testate ed è stato
consigliere di amministrazione della Rai, è editorialista de "Il Tempo"; ha pubblicato numerosi libri ma "Imperdonabili" è un testo che ne rivela compiutamente lo spessore analitico e la profonda cultura. Con in più, come a conferma della dichiarazione di belligeranza verso l'abbrutimento estetico, una intelaiatura lessicale con risvolti pedagogici: la lingua italiana maneggiata da Veneziani esorta a comprendere quale tesoro sia il nostro idioma, di quale bellezza possa essere ispiratore e, per converso, del livello di impoverimento espressivo al quale stampa, televisione e una nutrita serie di autori contemporanei  hanno ridotto "la lingua degli angeli". Ecco perché l'italiano usato negli "Imperdonabili" potrebbe essere, esso solo, motivo di adozione del testo da parte delle scuole.
Ma oltre a questo ci sono i ritratti dei cento maestri: Dante e Nietzsche, Marx, Spengler e Ortega Y Gasset, Marinetti e Gentile, Michelstaedter e Debord, Mishima e Hillman, Thibon e Emo, sono alcuni degli antidoti offerti contro il veleno della smemoratezza contemporanea. Abitati compulsivamente come siamo dai cascami di una tecnica tirannica, trasformiamo l'irrilevante in feticcio, il tempo presente in istante, il passato in caricatura della contemporaneità. Veneziani ha tracciato un limen tra fama e grandezza, tra ciò che è classico e ciò che è contingente, tra genio e notorietà. Attraverso i cento "irregolari del pensiero e della scrittura", inflessibili e insidiose sentinelle dell'Umano, possiamo cercare di ricostruire il nostro pomerio.

Antonio Succu

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