Il mistero Arnolfini - La comparsa - Ninfee nere - Biblos Monterosi

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Il mistero Arnolfini - La comparsa - Ninfee nere

BIBLIOTECA > Gruppo di lettura > 2017
Il mistero Arnolfini

di Jean-Philippe Postel


La comparsa

di Abraham B. Yehoshua


Ninfee nere

di Michel Bussi


Data: 4 settembre 2017
Presenti: Serenella, Fabrizio, Cristina, Enzo,
                   Anna Rita, Maria e Marina
Titolo libro: Il mistero Arnolfini
Autore: Jean-Philippe Postel
Titolo libro: La comparsa
Autore: Abraham B. Yehoshua
Titolo libro: Ninfee nere
Autore: Michel Bussi
Commenti:

Esordisce Serenella che riporta l’opinione di Caterina, impossibilitata a partecipare alla riunione:

Per Caterina il libro è risultato pesante e macchinoso, per cui si è fermata ad un certo punto e non ha più proseguito la lettura. Si aspettava una storia in cui il dipinto avesse un ruolo centrale, ma, nonostante l’interesse che possono destare le indagini dell’Autore, il racconto risulta troppo lungo e ripetitivo.

Maria osserva che se il testo fosse corredato di immagini più definite ciò avrebbe potuto consentire al lettore di seguire meglio il percorso dell’Autore. Bisognerebbe andare al museo a vedere il quadro.

Enzo ricorda di averlo visto anni fa alla National Gallery e di averlo apprezzato. Concorda comunque nel giudicare il libro sovraccarico di notizie e ricerche e quindi piuttosto pesante. Lo definisce però stuzzicante per tutti gli interrogativi che avanza e per i particolari molto interessanti, come il cagnolino, le pianelle e il candelabro, che fanno intuire una simbologia nascosta. Ricorda alcuni dettagli della foto del candelabro in cui sembra di indovinare un teschio, così come le foglie (p.62), guardate in un certo modo, formano un viso di donna vecchia.

Serenella ritiene interessante l’approfondita indagine sull'opera di Van Eyck e apprezza anche il ruolo della fantasia dell’Autore che analizza i mille particolari che emergono nel dipinto e tra i quali si possono stabilire molteplici collegamenti. Definisce la lettura piacevole anche se talora un po’ pesante.

Fabrizio osserva che è interessante che un medico si sia occupato di questo mistero. Effettivamente il libro stimola l’attenzione: spesso si guarda un dipinto in modo troppo distratto.

Enzo aggiunge che dal titolo con cui il quadro è comunemente noto, per cui si ritiene che il personaggio raffigurato sia Arnolfini, si arriva a ipotizzare che in realtà potrebbe trattarsi del pittore stesso: Van Eyck, e questo è già un colpo di scena, destinato però a restare avvolto nel mistero.

Si passa quindi a commentare il romanzo di Abraham B. Yehoshua: La comparsa.

A Fabrizio è molto piaciuto, soprattutto per il modo con cui l’Autore tratta la protagonista, Noga, fragile e realistica, nella profondità psicologica della sua personalità ed anche delle sue relazioni. Il finale per lui è positivo, nel senso che Noga si rende conto di poter essere il regista della propria vita: potrà essere sceneggiatrice, produttrice, attrice. Passerà dal ruolo di comparsa a quello di protagonista.

Caterina (a quanto riferisce Serenella) ha giudicato il romanzo esageratamente chiuso come ambiente e faticoso da leggere. Insomma, non le è piaciuto.

Maria dà un giudizio sostanzialmente positivo: per lei è un duetto, quello del libro, tra la protagonista e il suo strumento. Noga per sua scelta non vuole avere figli; non ama le abitudini dei bambine. Questo le sembra un limite.

Anna Rita dice di aver letto il romanzo con piacere. Quanto ai bambini, le pare che la protagonista a cui prima davano fastidio, finisca per cambiare idea, che le piacciano.

Enzo concorda con Fabrizio sul fatto che il finale rappresenti un cambiamento positivo nella storia di Noga, ma il cambiamento gli sembra rientrare nell'ondeggiare tipico della sua personalità, secondo una concezione forse di tipo biblico. Positiva è comunque la maturazione della protagonista, che si può interpretare come un’apertura verso la maternità, cosa che però non è assolutamente certa. Forse, più che ‘la comparsa’, il titolo del libro avrebbe potuto essere ‘l’arpista’, perché l’arpa, sempre presente, è essenziale. Quanto alla scrittura, Enzo rileva una certa ridondanza nei dialoghi, soprattutto in quelli con la madre. Per il resto si legge bene. Gli è piaciuto.

Serenella vede in Noga una figura particolare, molto attaccata alla famiglia. Divertenti i suoi intermezzi di comparsa. Le è piaciuto il viaggio in Giappone e l’incontro con l’altra arpista. Ha trovato il libro piacevole e di agevole lettura.

Si passa infine al libro Ninfee nere di Michel Bussi

Serenella lo definisce un giallo complesso che si sviluppa in un andirivieni temporale tra l’inizio, la metà e il presente, cosa che rende piuttosto difficile seguire il percorso dell’Autore. Emerge indiscutibilmente Giverny e l’amore per la pittura. Stephanie domina con la sua presenza tutta la storia. Molto bella è la figura del poliziotto che si appassiona all’arte. Il romanzo è piacevole e cattura l’interesse, anche se è parecchio ingarbugliato.

Enzo esprime perplessità sulla forma scelta dall'Autore immedesimandosi nelle diverse fasi della vita della protagonista. Sembra si tratti di tre donne diverse: Fanette, (bambina), Stephanie, (adulta) e la vecchia (un po’ strega). Il meccanismo del giallo, in cui la protagonista è stata testimone di un omicidio che però ha le sue radici nell'infanzia della donna, è interessante, però, secondo Enzo, è troppo complesso. In definitiva non gli è piaciuto molto.

Di parere diverso è Anna Rita, che lo ha trovato intricato e intrigante, ma anche scorrevole nella lettura. E’ appassionante e le è piaciuto.
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